Pochissimi giorni fa, il 16 marzo, abbiamo assistito alla discussione di una tesi che ci riguardava da vicino: Giulia Tredozi, al termine del suo tirocinio nella nostra azienda, ha scritto la sua tesi di laurea sul lavoro che ha svolto con noi. I risultati sono stati ottimi: Giulia si è laureata con il massimo dei voti e ci ha resi orgogliosi e fieri di lei.

Nei giorni successivi, passata la tensione della discussione e terminati i festeggiamenti, le abbiamo chiesto di ripercorrere le tappe principali del suo percorso. Ecco la sua intervista.

Giulia subito dopo la proclamazione

D: Quando è iniziata la tua esperienza in Bloomfield?
R: La mia esperienza in Bloomfield è iniziata ufficialmente nel luglio 2015; dopo una breve interruzione nel mese di agosto, il tirocinio è ripreso a settembre ed è terminato a febbraio 2016, per una durata totale di circa 300 ore in 6 mesi.

D: Come sei entrata in contatto con questa realtà? Quali sono stati i tuoi compiti all’interno dell’azienda?
R: Sono entrata in contatto con questa azienda grazie a un’iniziativa nata dalla collaborazione della Camera di Commercio di Forlì-Cesena con il Dipartimento di Interpretazione e Traduzione (D.I.T.) della Scuola di Lingue e Letterature, Traduzione e Interpretazione di Forlì. Insieme, i due istituti hanno promosso la nascita del progetto denominato “LANGUAGE TOOLKIT: le lingue straniere al servizio dell’internazionalizzazione d’impresa”, con lo scopo di sostenere l’inserimento professionale dei laureandi e di fornire, al contempo, un servizio alle imprese del territorio. All’interno di questa iniziativa, i laureandi effettuano 300 ore di tirocinio presso l’azienda a cui vengono assegnati, per cui traducono parte della letteratura aziendale o svolgono compiti di terminologia e localizzazione. Il compito che mi è stato assegnato dall’azienda è consistito nella traduzione dall’italiano all’inglese di tre diversi testi: il sito web, il company profile e la lettera di presentazione aziendale.

D: Di cosa tratta la tua tesi? Quali aspetti dell’azienda hai analizzato?
R: La mia tesi consiste nella traduzione dall’italiano verso l’inglese dei tre testi assegnati da Bloomfield: il sito web, il company profile e la lettera di presentazione aziendale. Gli aspetti dell’azienda che ho analizzato sono stati sostanzialmente quelli riguardanti il settore di attività: le energie rinnovabili e il fotovoltaico. Infatti, solo dopo aver raccolto le informazioni necessarie per creare una solida base concettuale e contenutistica, ho potuto procedere alla traduzione dei testi. Inoltre, ho esaminato le modalità di utilizzo del lessico concernente le fonti di energia rinnovabili e all’energia solare nei generi di appartenenza dei tre testi di riferimento.

D: Come è possibile scrivere una tesi in interpretariato e traduzione su un’azienda così particolare? Come sei riuscita a collegare le due attività?
R: All’interno di un mondo sempre più piccolo e interattivo, che non conosce limiti né confini geografici, è essenziale per un’azienda sapere comunicare i propri valori non solo sul territorio limitrofo ma anche, e soprattutto, a livello internazionale. Le misure adottate a livello europeo degli ultimi decenni, assieme al notevole e fondamentale contributo della tecnologia, hanno permesso di rafforzare il legame tra le piccole aziende locali e i grandi e competitivi mercati internazionali, offrendo alle imprese nuove opportunità di sviluppo assieme, tuttavia, a nuove problematiche, legate alla creazione e al mantenimento delle relazioni commerciali a livello globale. Questo fenomeno pone le aziende di fronte a una nuova sfida, che come tutte le sfide richiede strumenti particolari per essere vinta: questi strumenti sono le conoscenze e le competenze linguistiche che rendono più efficace la penetrazione delle aziende nei mercati esteri, dove possono rafforzare la loro presenza e incrementare la loro competitività. Il mio lavoro di traduzione permette all’azienda di trasmettere i propri valori al di là dei confini nazionali, allo scopo di allargare e rafforzare il proprio mercato e di accrescere la propria fama.

D: A cosa ti è servita questa esperienza?
R: Questa esperienza mi è servita innanzitutto a imparare nozioni nuove e approfondire un settore che prima conoscevo solo in maniera superficiale. Inoltre, mi ha offerto la possibilità di iniziare il mio percorso professionale in un ambiente di lavoro concreto e stimolante, dando, al contempo, la possibilità all’azienda di ampliare e rafforzare la propria rete di relazioni internazionali con potenziali risvolti economici.

D: E ora cosa ti aspetta?
R: Ora mi aspetta la parte più difficile: entrare nel mondo del lavoro, arricchita da questa fantastica esperienza e dalle persone che ho conosciuto, pronta a mettermi in gioco per affrontare nuove sfide e raggiungere gli obiettivi che mi sono prefissata.